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		<title>BlogBlobBurp</title>
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		<title>RICHIESTA D&#039;AIUTO</title>
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		<description><![CDATA[Siccome internet a cuba e&#039; superfiltrato non posso accedere in alcun modo ai siti che parlano di YOANI SANCHEZ, la piu&#039; importante giornalista blogger cubana, censurata, sulla quale vorrei focalizzare il mio documentario. Ho bisogno che dall&#039;italia mi mandiate sulla mail s i m o n e _ c h i e s a @ l i b e r o . i t (tutto attaccato, l&#039;ho scritto cos&#039; per evitare lo spam) un copia-incolla degli articoli del suo blog <a href="http://desdecuba.com/generaciony_it" target="_blank" >http://desdecuba.com/generaciony_it</a> e tutte le informazioni che mi possono essere utili per contattarla in maniera sicura (l&#039;indirizzo di casa sarebbe il massimo...) e tutte le informazioni su di lei che mi possono essere utili. Quindi biografia, articoli vari che trovate in giro su internet, possibilmente in italiano anche se gia&#039; me la cavo bene in spagnolo, soprattutto a leggere, quindi anche materiale in spagnolo va bene... io da qui faro&#039; copia e incolla sulla mia chiavetta usb e mi leggero&#039; tutto nei computer delle case private, perche&#039; internet costa troppo e la maggior parte dei siti che parlano di lei, anche in italiano, sono ofuscati.<br />Chi mi aiutera&#039; avra&#039; una menzione speciale nei titoli di coda del documentario oltre che una meravigliosa cena offerta nella mia casa che non ho :-)]]></description>
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		<title>un maledetto covo di talenti musicali</title>
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		<description><![CDATA[Me ne sono andato senza chiedere niente a nessuno, avevo bisogno di stare un po&#039; da solo e riflettere. Provavo un misto tra eccitamento, svilimento, ammirazione, frustrazione, sconforto, invidia. Ora capisco perche&#039; dicono che Cuba sia il centro di produzione musicale piu&#039; importante di tutta l&#039;america latina. Non ho mai visto in una sola serata cosi&#039; tanti musicisti, tra lŽaltro credo tutti piu&#039; giovani di me, cosi&#039; talentuosi, maledettamente bravi, disinvolti, sicuri, tecnici e geniali, semplicemente straordinari. Maledizione, che invidia...<br />La serata era iniziata in plaza vidal, me ne ero andato al cinema a vedere Gran Torino, il nuovo film di Clint Eastwood (bellissimo, andate a vederlo) in lingua originale con sottotitoli in spagnolo. Il cinema costa pochissimo, 2 pesos (circa 10 centesimi) e mi sorprende che pochissimi cubani vadano al cinema, perche&#039; non costa veramente un cazzo e le sale sono sorprendentemente grandi e ben attrezzate. In una sala da 1000 posti eravamo si e no 10 persone. La proiezione non e&#039; fatta in pellicola, ma con un proiettore e un lettore dvd. Lo schermo e&#039; cinematografico ma essendo proiettato in 4:3 con le bande nere sopra e sotto, ne viene utilizzata solo una minima parte centrale e l&#039;immagine e&#039; veramente piccolina. Nonostante questo si siedono tutti in fondo e non capisco il perche&#039;. Io ero in prima fila e gia&#039; faticavo a leggere i sottotitoli (!). Prima della proiezione, al posto dei trailer di altri film o di pubblicita&#039;, sullo schermo hanno proiettato inspiegabilmente, sempre da dvd, qualche minuto di un programma televisivo della tv cilena degli anni 80. Una esibizione in playback di un cantante (un misto tra Little Tony e Mal), molto kitch, degno del peggior san remo della storia. Non riuscivo a trattenere le risate e soprattutto non capivo il senso di tale proiezione. Boh.<br />Comunque, nonostante Clint Eastwood abbia un pessimo accento e si mangi meta&#039; delle parole, sono riuscito grazie ai sottotitoli a capire il senso del film, ripeto molto bello, e me ne sono uscito dal cinema pensieroso e con il solo desiderio di sedermi e riflettere. Quando vedo un bel film ho sempre bisogno dopo di stare da solo e meditarci sopra, sia da un punto di vista professionale (imparo sempre qualcosa) sia da un punto di vista umano, soprattutto quando il tema della pellicola e&#039; forte come in questo caso.<br />Me ne sono andato a mangiare 2 pizze (della pasta mezza cruda con sopra un po&#039; di formaggino a cubetti) e sinceramente non avevo l&#039;umore per andare a divertirmi in qualche locale, avevo solo voglia di stare da solo. Pero&#039; un amico incontrato all&#039;universita&#039; nel pomeriggio mi aveva detto che il giovedi&#039; sera, nello stesso locale dove la sera prima avevano fatto hip hop e la sera prima death metal, facevano jam session live e quindi, tornando verso casa, ho fatto una piccola deviazione per vedere rapidamente di cosa si trattava.<br />In un cortile all&#039; aperto, sotto i rami di alcune magnifiche piante secolari, stavano 2 casse amplificate, 4 aste con microfono, una chitarra classica, una cassa di legno usata come percussione e un mixer vecchissimo che collegava il tutto. Al centro, un ragazzo mulatto che avra&#039; avuto 20 anni, suonava e cantava. Non riuscivo a credere che dalle casse, con quella scarsa attrezzatura, potessero uscire dei suoni cosi&#039; perfetti, equilibrati, puri. Il ragazzo suonava la chitarra in un modo straordinario, padroneggiando diverse tecniche esecutive, cantando con una voce di una qualita&#039; e un&#039;intensita&#039; emotiva sorprendenti. Senza nemmeno un monitor davanti che gli desse un feedback, e chi e&#039; mai salito su un palco sa di cosa parlo, riusciva a non commettere nemmeno una minima sbavatura, ne&#039; nell&#039;intonazione della voce ne&#039; nell&#039;accompagnamento con la chitarra. La musica era un mix di flamenco, rumba, jazz, blues, tutto acustico e pulito eseguito con una scioltezza e una semplicita&#039; disarmanti. Mi sono seduto e sono rimasto immobile, ipnotizzato, per circa 3 ore, fino a chiusura. Quel ragazzo era piu&#039; bravo di tutti i nostri cantautori messi insieme. Suonava la chitarra meglio di Alex Britti (che e&#039; a mio parere gia&#039; bravissimo) e cantava come e forse meglio persino di Ben Harper. In quel momento sarebbe benissimo potuto essere, e ne avrebbe autorevolmente avuto il merito e il diritto, sotto i riflettori in uno stadio davanti a un pubblico di migliaia di persone. E invece era in un cortile con forse 50 anime in una cittadina di provincia a Cuba. Ma il mio stupore era solo all&#039;inizio perche&#039; dopo un paio di pezzi il ragazzo ha lasciato il palco e ha invitato chi voleva a salirci. Dal pubblico e&#039; uscito un ragazzo in ciabatte di gomma, calzoncini corti e maglietta bianca con sopra scritto hotel miramar, ha imbracciato la chitarra e ha iniziato a suonare. Cazzo, era piu&#039; bravo di quello di prima.<br />E&#039; andata avanti cosi&#039; tutta la sera, ognuno suonava 2-3 pezzi e poi passava la chitarra a qualcun altro. E tutti, e intendo prorpio TUTTI, erano di una bravura e di una qualita&#039; artistica spaventosamente alta. Ognuno di loro in Europa avrebbe potuto essere acclamato dalla critica internazionale, stare in cima alle classifiche ed essere l&#039;idolo delle adolescenti. Ma credo che molti di loro non usciranno nemmeno mai fuori da Cuba. Nel frattempo altri ragazzi, spesso gli stessi che si erano gia&#039; esibiti o che si sarebbero esibiti in seguito, andavano con disinvoltura a fare le seconde voci o a suonare le percussioni. Tutti sapevano i brani di tutti e suonavano insieme come se lo facessero da una vita, senza egocentrismi o esibizionismi, ma con un senso dell&#039;&quot;ensemble&quot; incredibile. Io ero pietrificato. Sembrava tutto improvvisato, e quasi sicuramente lo era, ma come cazzo facevano allora a suonare TUTTI al volo cosi&#039; bene??? Ci sto ancora pensando. Era come assistere a una puntata di saranno famosi solo che al posto di 4 deficienti esibizionisti c&#039;erano dei musicisti e dei cantanti straordinari, che erano allo stesso tempo un gruppo di amici che si stava solo divertendo. C&#039;era un nero rasta, un ricciolone coi denti tutti storti, un magrolino alto con un cappellino anonimo, una ragazza in tuta e maglietta, un tarchiatello, uno con un paio di piercing e una maglietta con la stella da &quot;Che&quot;, uno in pantaloni marroni e camicia bianca (quasi elegante), ce n&#039;erano di tutti i colori e vestiti in maniera assolutamente normale. Si abbracciavano, ridevano e scherzavano, salivano e scendevano dal palco (che non c&#039;era) come niente fosse, facendo magie con la voce e la chitarra indescrivibili. Avevo trovato un po&#039; lo stesso spirito nei Simangavol, all&#039;Ile de la Reunion (il gruppo che nel 2006 ho portato in una piccola tourne&#039; in italia), deve essere una cosa comune ai musicisti che non suonano per avere successo ma che lo fanno solo per divertirsi. Penso che dovrebbero spedire un mese a Cuba tutti i nostri cazzo di &quot;cantanti&quot; di x-factor o come si chiama, sarebbe una bella lezione di umilta&#039; e forse imparerebbero la musica vera, invece che imparare a scimmiottare su un palco davanti a una telecamera.<br />Io ieri sera mi sono sentito una merda. In confronto a questi qui so a malapena tenere in mano una chitarra, non parliamo poi di cantare o suonare le percussioni. Mi chiedo che cazzo ho fatto in tutti questi anni invece che imparare a suonare per davvero. Esercitarsi davanti a uno spartito non serve a una minchia, ma e&#039; da un po&#039; che l&#039;ho capito. Credo che presto me ne vado a Santiago, la capitale della musica cubana, e mi cerco un insegnante. Dopo lo sconforto iniziale di ieri sera, adesso mi e&#039; venuta vogia di suonare.]]></description>
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		<title>Trinidad e Santa Clara</title>
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		<description><![CDATA[Sono stato alcuni giorni nella costa sud. Dopo 3 giorni a Cienfuegos mi sono spostato nella piccola Trinidad, finora la cittadina piuŽbella che ho visto. Ora invece sono a Santa Clara, una cittaŽdecisamente non turistica e per ques molto interessante per me. EŽsede della terza universitaŽpiuŽimportante di Cuba e infatti appena finisco di scrivere quiŽme ne vado laŽa dare unŽocchiata. Ieri sera sono finito in una specie di centro sociale non decifrabile, popolato da improbabili metallari improvvisati. Era buffo vedere comŽerano conciati visto che quiŽnon eŽfacile trovare abbigliamento e accessori per fare i metallari. La serata era a tema rock e consisteva nello stare seduti a guardare una proiezione di video di gruppi death metal. EŽstata la prima volta che ho assistito a una serata che non fosse basata sulla salsa cubana, che sinceramente mi ha giaŽrotto le palle visto che eŽtutta uguale e spesso pure le canzoni sono sempre le stesse trite e ritrite. EŽcome se da noi vai a una serata di musica dal vivo e ti becchi le canzoni di Domenico Modugno ri-ri-ri-arrangiate. Tutte le sere. Dopo un poŽti si trifolano i maroni inevitabilmente, anche se Domenico Modugno magari ti piace anche. Non parliamo poi della salsa, che mi sono promesso di imparare per non fare troppo lŽasociale ma che sinceramente odio percheŽeŽmolto schematica, ripetitiva e lascia poco spazio alla fantasia. EŽun ballo esibizionista in cui chi fa fare le giravolte piuŽvelocemente vince. E la ballano tutti, motivo in piuŽper non farlo. <br />Comunque, alla fine ieri sera ho chiacchierato con un colombiano che sta studiando sociologia e mi ha dato alcune dritte interessanti per il mio progetto di coumentario. Appena finisco di scrivere infatti vado a fare un salto allŽuniversitaŽe vedo di parlare con qualche studente e magari anche qualche professore. Sicuramente potrei trovare informazioni e spunti utili in qualche tesi o qualche libro, e spero anche in qualche collaborazione umana.<br />Ah, piuŽtardi ovviamente faroŽun salto al museo memorial del Che, dove sono conservate le sue ceneri, i suoi diari, le foto originali, ecc. Questa, Santa Clara, eŽla sua cittaŽadottiva e ad ogni angolo si trovano immagini o riferimenti a Che Guevara.<br />Hasta siempre, comandante.]]></description>
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		<title>I granchi da bosco</title>
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		<description><![CDATA[Mi stavo dirigendo verso la punta piuŽoccidentale dellŽisola a bordo di una seat toledo nuova fiammante. Una coppia svizzera che avevo conosciuto a Vinales lŽaveva affittata per il simpatico prezzo di 90 euro al giorno (!) e avevo giustamente scroccato il passaggio. Non si vedono spesso macchine cosiŽrecenti da queste parti e passando per i villaggi giustamente eravamo lŽattrazione del momento, si giravano tutti a guardarci...<br />Dopo Pinar del Rio la strada eŽdiventata una specie di groviera, un campo minato di buche profonde anche mezzo metro, se ci finisci dentro sfasci tutto e buonanotte. Per la strada abbiamo incontrato un carroarmato che marciava in senso contrario e giustamente ha lasciato una traccia di solchi dovuti al peso dei cingoli sullŽasfalto. Dei geni. un chilometro dopo abbiamo incrociato una specie di cisterna enorme, anchŽessa su un mix di cingoli e ruote, una roba mai vista, impressionante sia per la grandezza sia per il peso, mi chiedo come abbiano fatto a trasportarla.<br />Era quasi il tramonto quando, attraversando una boscaglia a 20 km dal mare, ci siamo trovati in mezzo alla strada un granchio enorme, rosso e nero, con le chele aperte in segno di sfida. Avete presente la copertina del primo album dei Prodigy, &quot;The fat of the land&quot;? Ecco, stessa scena. Esterefatti ci siamo fermati e lŽabbiamo rincorso nel bosco, trovando sotto un cespuglio tutta la sua famiglia. Ora, chi mi sa spiegare che diavolo ci fa un granchio nel bosco? Ma i granchi non stanno sugli scogli in riva al mare?? Cos&#039;erano, esiliati politici? Ok, scattiamo eccitati delle foto, giriamo anche un video, poi tra una risata e lŽaltra riprendiamo la strada verso il mare. Dopo pochi metri eccoci davanti unŽaltro granchio. &quot;ehi, guarda, unŽaltro!&quot;. Proseguiamo oltre e cominciamo a ripetere la stessa esclamazione sempre piuŽspesso fino a quando, allŽorizzonte, notiamo che la superficie della strada sembrava come muoversi e cambiare colore. Erano granchi. UnŽinvasione. Giuro che erano migliaia, enormi, e di vari tipi. Quelli piuŽgrossi (e parlo di un diametro di 40 centimetri a chele aperte) erano marroni, i piuŽpiccoli erano gialli. Erano ovunque, sulla strada, ai bordi, nel bosco. Per un attimo ho pensato di essere in un film di Hitchcock con i granchi al posto degli uccelli. Immaginavo che cominciavano ad arrampicarsi sulla macchina, rompevano i vetri e ci facevano a pezzi, squartandoci le carni e pappandosi pure le ossa. Di noi sarebbero rimasti solo i vestiti. Poi dopo aver sentito vari &quot;skratch!&quot; ho cominciato a pensare che era piuŽprobabile il contrario, ovvero che eravamo noi a farli a pezzi con la macchina. E infatti dopo un Žiniziale funambolico slalom (ed erano anche stupidi, percheŽinvece che stare fermi si muovevano allŽultimo secondo e si suicidavano sotto le ruote) divenne impossibile evitarli, era un tappeto uniforme, non cŽera davvero possibilitaŽ. E al nostro passaggio gli avvoltoi che ci svolazzavano sopra ci davano dentro e banchettavano alla grande. Abbiamo proseguito cosiŽper almeno 10 km, una cosa impressionante. Ho pensato che potevo farne un businness, sarei solo dovuto venire liŽcon una ruspa, caricare tonnellate di granchi in un container e spedirlo in Italia. Quanto costa al ristorante un granchio? Ci sto ancora pensando, potrebbe essere davvero un businness...<br />Siamo arrivati fino a Maria la Gorda, una baia molto carina persa nellŽestremitaŽovest. Purtoppo cosiŽsperduta che non cŽerano neŽcase neŽabitanti del luogo, ma solo un costosissimo hotel per turisti. Ho pensato subito di dormire in spiaggia ma non avevo dietro nulla, non dico la tenda, ma nemmeno lo straccio di un saccoapelo o una coperta. Si eŽlevato un vento fortissimo, io avevo giaŽun brutto mal di gola (sugli autobus tengono una temperatura polare) e cosiŽho optato per prendere una stanza e ho svuotato il portafloglio o meglio, fortunatamente mi hanno accettato la carta di credito percheŽnon avevo sufficienti contanti con me. Sono rimasti liŽ 2 giorni percheŽ non avevo modo di andarmene da solo, dovevo aspettare che ripartissero i miei nuovi amici svizzeri e mi caricassero in macchina con loro. La seconda notte peroŽ mi sono fatto coraggio e mi sono attrezzato per dormire in spiaggia. EŽstata una delle peggiori notti della mia vita. Mi ero procurato clandestinamente una coperta dallŽhotel ma era piccola e o mi coprivo le gambe o mi coprivo il busto. La spiaggia di notte eŽdiventata un covo di insetti e mi sono fatto divorare dovunque. Era umido, freddo, e nonostante cercassi di rannicchiarmi come un feto sotto la coperta, rimaneva sempre scoperto un pezzo del mio corpo con cui potevano banchettare le zanzare, e aquanto pare si era sparsa la voce percheŽcol passare del tempo aumentavano sempre di piuŽ. Praticamente hanno organizzato un rave-party sulle mie caviglie. Non ho dormito nemmeno un minuto, la mia era una lotta per la sopravvivenza, contavo solo i minuti che mi separavano dallŽalba ma osservando le lancette di un orologio la notte diventa infinitamente lunga. AllŽalba attorno a me cŽerano insetti che vomitavano dallŽindigestione, qualcuno si portava a casa sporte dela mia linfa vitale avvolta nella carta stagnola, provviste per il resto del mese per tutta la famiglia e anche per i vicini. Ho iniziato a prendere sonno verso le 8 di mattina, ma ormai il sole era alto, sotto la coperta morivo di caldo e sopra mi bruciavo dal sole. Mettersi sotto una palma non era invitante, con le simpatiche noci da cocco che pendevano a 20 metri sopra la tua testa, e vedere il risultato della loro caduta per terra bastava a farmi cambiare idea... Ho optato per bruciarmi al sole e infatti, nonostante mi sia spalmato quintalate di crema solare cubana (che infatti non vale un cazzo) mi sono ustionato da cima a fondo.]]></description>
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		<title>Il tempo si e&#039; fermato</title>
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		<description><![CDATA[EŽil titolo di un vecchio documentario di Ermanno Olmi, ma eŽanche lŽespressione che a mio parere meglio descrive la realtaŽcubana.<br />Ora, non sarebbe mia intenzione stare quiŽa raccontare per lŽennesima volta cose scontate sulla societaŽcubana, si sanno giaŽ, si sono lette, sentite, viste e riviste, peroŽlo stupore che provo davanti al mondo che mi trovo sotto gli occhi mi spinge comunque a dire 2 parole su cioŽche sto osservando di persona.<br />Cuba eŽun poŽcome un frullato di epoche diverse mescolate tutte insieme. Le case sono ancora quelle costruite in epoca coloniale, le ferrovie sono del 1800, le macchine sono degli anni 50, i mobili degli anni 60, gli elettrodomestici degli anni 70, i programmi televisivi degli anni 80, la tecnologia degli anni 90, la poca roba sugli scaffali dei negozi (compresi gli alimenti, credo) risale ai primi del 2000, il resto piuŽo meno eŽrecente o non eŽdatabile.<br />Fa un certo effetto vedere questo mix di annate mischiate insieme. A volte mi viene da ridere (spesso eŽmeglio buttarla sul comico) altre volte mi cadono le braccia, come quando vedo i telefilm in tv o sento le &quot;radionovelas&quot; alla radio.<br />Quello che invece mi daŽpiuŽfastidio eŽla tecnologia antiquata, soprattutto legata allínformatica e a internet. Ormai mi ero abituato troppo bene, negli ultimi mesi con lŽiphone mi ero lasciato viziare potendo avere accesso sempre e dovunque a internet, alle email, al TELEFONO, alle mappe di google, al GPS, alle foto, ai video e a tutti i programmi utili che potevo avere in tasca a disposizione in ogni momento. QuiŽavere delle informazioni base dievnta unŽimpresa e comunicare non dico allŽestero, che eŽquasi impossibile fuori dalle grandi cittaŽ, ma addirittura tra persone del luogo eŽcomunque unŽavventura. I cellulari non ce li ha nessuno e i telefoni fissi ce li hanno solo alcune case. Darsi appuntamento con qualcuno eŽsempre unŽincognita. &quot;Ci vediamo liŽa tal ora&quot;. Questo eŽil massimo che si puoŽfare. Se poi non eŽpossibile nemmeno questo, percheŽmagari non ci si riesce a mettere dŽaccordo, allora ci si affida alla sorte. Speriamo di rivederci un giorno da qualche parte... <br />In questo viaggio ho deciso di portarmi dietro poca roba tecnologica, in borsa ho solo lŽipod e una chiavetta usb, nientŽaltro. Non volevo avere appresso roba di valore per non dovermi preoccupare che me la rubassero. PeroŽrimpiango di non avere almeno la macchina fotografica, anche una scassata. Ho perso lŽoccasione di fare delle belle foto e mi dispiace percheŽerano attimi da cogliere. Mi rendo che alla fine torneroŽsenza nemmeno una foto, le uniche immagini saranno nella mia memoria e rimarranno liŽ fino a quando non inventeranno un cavo usb da attarsi alle orecchie per scaricarsele sul computer.]]></description>
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	<item rdf:about="http://simoneweb.altervista.org/stuff/blog_flat/index.php?entry=entry090527-005017">
		<title>Un koala a Cuba</title>
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		<description><![CDATA[Le comunicazioni come previsto sono disastrose. Ieri ho chiesto una scheda telefonica per telefonare e le avevano finite fino a lunedi&#039;. E comunque telefonare in Italia costa 5 euro al minuto, per cui tanti saluti, ci sentiamo quando torno. Una scheda per il cellulare costa 60 euro solo per l&#039;attivazione e la copertura sull&#039;isola e&#039; scarsissima quindi ho abbandonato anche questa idea. Rimane internet ma anche quello e&#039; carissimo (6 euro all&#039;ora) e si trova solo nei grandi hotel all&#039;Habana e in qualche altra grande citta&#039;. Pertanto mi dispiace ma non avrete spesso notizie di me perche&#039; tra qualche giorno inizio il viaggio verso est e non sara&#039; facile trovare punti di accesso. <br />Le prime impressioni dell&#039;Habana sono di una citta&#039; molto viva e vivace e la gente sembra viversela relativamente bene. I bambini giocano a baseball per strada e sembrano felici, nessuno e&#039; ricco pero&#039; nessuno e&#039; nemmeno povero. E&#039; ancora presto per fare commenti sulla societa&#039; e sul regime di Castro, pero&#039; dalle prime chiacchiere con la gente che ho incontrato e da quello che vedo personalmente, mi sono gia&#039; reso conto che le informazioni che arrivano a noi sono piuttosto distorte. <br />Non e&#039; vero che la gente odia il regime e non vede l&#039;ora di andarsene da Cuba, questo vale solo per una piccola parte di giovani che ovviamente, come nel resto del mondo, ambiscono a viaggiare e conoscere altre realta&#039; e putroppo qui&#039; non possono farlo facilmente. Pero&#039; la maggior parte dei cubani, almeno all&#039;Habana, sembra essere fiero della propria indipendenza e la difendono nonostante tutti i problemi che comporta. Sono gia&#039; convinto che se non ci fosse l&#039;embargo, Cuba sarebbe veramente un paradiso sia per i cubani, sia per i turisti. Invece a causa del blocco commerciale c&#039;e&#039; una arretratezza tecnologica spaventosa che contrasta di brutto con l&#039;evoluzione culturale e sociale della popolazione. Per chi non lo sa, ricordo che i livelli di salute e di istruzione sono i piu&#039; alti di tutta l&#039;America latina, e tra i piu&#039; elevati del mondo. I medici cubani sono tra i migliori in assoluto e molti viaggiano all&#039;estero come volontari di associazioni no profit, in Africa soprattutto. Un dato che colpisce e&#039; che c&#039;e&#039; un medico ogni 150 abitanti, ripeto 150 abitanti!!! <br />Per capire bene Cuba bisogna conoscere la storia. Io la sto imparando un po&#039; dai libri, un po&#039; direttamente dalle persone. Per esempio la famiglia presso la quale sto soggiornando e&#039; formata da 9 fratelli, molti dei quali hanno partecipato fucile in mano alla rivoluzione del &#039;59 e hanno conosciuto personalmente Fidel e Che Guevara (ho visto le foto e ascoltato i racconti, che spettacolo!). Una famiglia cosi&#039; numerosa in Italia avrebbe problemi economici mostruosi, immaginatevi un padre di famiglia che guadagna 1200 euro al mese con 9 figli... Qui&#039; invece stanno tutti bene e i figli o sono gia&#039; laureati o stanno studiando. Sorprende vedere cosi&#039; tanti giovani che vanno e vengono per strada dalle varie universita&#039;, e sorprende vedere la grande educazione e civilta&#039; che regna ovunque. Non c&#039;e&#039; una carta per terra, c&#039;e&#039; solo un po&#039; di merda di cane, ma questo anche a Bologna... ieri ho visto un ragazzo che metteva una cartina in un bidone, e a causa del vento e&#039; volata via. Gli ha corso dietro e l&#039;ha rimessa nel bidone.<br />Sono piccoli segnali che pero&#039; fanno riflettere...<br />Nel pomeriggio di ieri ho incontrato per strada una troupe che stava facendo delle riprese cinematografiche e mi sono fermato a fare conoscenza. Facevano parte della scuola internazionale di cinematografia che c&#039;e&#039; in periferia dell&#039;Habana. Conta 400 iscritti, molti cubani e alcuni stranieri. Avevano attrezzature d&#039;avanguardia e mi ha stupito che le dessero in mano cosi&#039; ai ragazzi. Provate ad andare alla scuola nazionale di cinema a roma e chiedete se vi danno una steadycam con videocamera da 20.000 euro per fare il vostro corto, vediamo cosa vi rispondono... Mi hanno lasciato diversi contatti e sicuramente andro&#039; a farci un salto.<br />Lunedi&#039; prevedo di lasciare l&#039;Habana e dirigermi verso Pinar del Rio, a ovest, e di esplorare la sierra a cavallo o a piedi per un paio di giorni. Poi iniziero&#039; a spostarmi verso est, fermandomi in tutte le localita&#039; che riterro&#039; di interesse. Certo non mi faro&#039; mancare i pomeriggi splamato sulle spiagge caraibiche da sogno che accompagnano tutta la costa settentrionale, questo e&#039; chiaro... pero&#039; i miei obiettivi primari rimangono altri: imparare bene lo spagnolo, parlare con la gente, conoscere, esplorare e trovare un valido soggetto per un documentario.<br />Per ora un abbraccio a tutti. Unidos, venceremos!]]></description>
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		<title>Riabilitazione</title>
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		<description><![CDATA[Considerato i grossi problemi che sto avendo a Cuba per comunicare con l&#039;esterno (un po&#039; me lo immaginavo, ma non fino a questo punto!!) ho deciso dopo anni di abbandono di rispolverare questo spazio e scrivere delle mie avventure tramite il blog.<br />Questo perche&#039; il sito della mia posta elettronica personale (info@simonechie...ecc.) risulta bloccato e inaccessibile da Cuba. Sto utilizzando principalmente facebook, ma non posso pubblicare piu&#039; di un tot di righe e quindi mi risulta scomodo. Chi vuole scrivermi un&#039;email puo&#039; farlo a <a href="mailto:simone_chiesa@libero.it" target="_blank" >simone_chiesa@libero.it</a> . Quella dovrebbe andare...]]></description>
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		<title>Noi che</title>
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		<description><![CDATA[Noi che la penitenza era &#039;dire fare baciare lettera testamento&#039;.<br />Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.<br />Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.<br />Noi che il Ciao si accendeva pedalando.<br />Noi che giocavamo col Super Tele.<br />Noi che il tango costava 5 mila lire e.. &#039;stai sicuro che questo non vola...&#039;<br />Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c&#039;era l&#039;amico in casa.<br />Noi che dopo la prima partita c&#039;era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.<br />Noi che giocavamo a &#039;Indovina Chi?&#039; e conoscevamo tutti i personaggi a memoria.<br />Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città (e la città con la D era sempre Domodossola).<br />Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo &#039;Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini&#039;.<br />Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l&#039;album Panini.<br />Noi che avevamo il &#039;nascondiglio segreto&#039; con il &#039;passaggio segreto&#039;.<br />Noi che ci divertivamo anche facendo &#039;Strega comanda color&#039;.<br />Noi che giocavamo a &#039;Merda&#039; con le carte.<br />Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic.<br />Noi che avremmo voluto una puntata in cui c&#039;era Mimì contro Mila e scommettere con gli amici su chi avrebbe vinto...<br />Noi che &#039;Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe più forte di Holly e Mark Lenders...&#039;<br />Noi che guardavamo &#039;La Casa Nella Prateria&#039; anche se metteva tristezza.<br />Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasmaformaggino o un francese, un tedesco e un italiano.<br />Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.<br />Noi che si andava in cabina a telefonare.<br />Noi che c&#039;era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.<br />Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l&#039;albero.<br />Noi che aspettavamo tutto l&#039;anno il 13 dicembre Santa Lucia per svegliarci alle 6 di mattina e trovare i regali al posto del piattino con la farina.<br />Noi che se guardavamo tutto il film delle otto e mezzo eravamo andati a dormire tardissimo.<br />Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.<br />Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più rosso più figo.<br />Noi che giocavamo tutti i pomeriggi a pallone in piazza con la serranda del tabacchino come porta.<br />Noi che se il pallone finiva nei pressi dell&#039;ape con le cassette di frutta, il Mino ce lo buttava nel lago e poi si passavano 2 ore a cercare di recuperarlo col bastone della scopa.<br />Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.<br />Noi che quando a scuola c&#039;era l&#039;ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.<br />Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli. <br />Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.<br />Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.<br />Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.<br />Noi che il &#039;Disastro di Cernobyl&#039; vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.<br />Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio e giocare a guardie e ladri tra i vicoli.<br />Noi che sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM.<br />Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c&#039;era Happy Days.<br />Noi che il primo novembre era &#039;Tutti i santi&#039;, mica Halloween.<br />Noi che a scuola con lo zaino Invicta azzurro e fuxia e la Smemoranda.<br />Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso.<br />Noi che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo.<br />Noi che era un&#039;impresa impossibile riuscire a vedere una videocassetta porno.<br />Noi che all&#039;oratorio le caramelle costavano 50 lire e il biliardo era gratis (ma era rotto)<br />Noi che si suonava la pianola Bontempi.<br />Noi che la Ferrari era Alboreto, la Mc Laren Prost, la Williams Mansell, la Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini e la Tyrrel a 6 ruote!!!!!<br />Noi che la merenda era la girella, il tronky o la brioss.<br />Noi che le macchine avevano la targa nera..i numeri bianchi..e la sigla della provincia in arancione!!<br />Noi che guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari.<br />Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars.<br />Noi che sul calci in culo ci andavano solo i grandi.<br />Noi che le All Star le compravi al mercato a 10.000 lire e c&#039;erano le Nike Legend e le Clarck azzurre.<br />Noi che avere un genitore divorziato era impossibile.<br />Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui capelli delle femmine.<br />Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu/verde con l&#039;interno arancione e i miniciccioli nel taschino.<br />Noi che se eri bocciato in 3° media potevi arrivare con il Fifty o il Cobra truccato ed eri un figo della Madonna!!!<br /><br />NOI CHE SIAMO ANCORA QUI E CERTE COSE LE ABBIAMO DIMENTICATE E SORRIDIAMO QUANDO CE LE RICORDIAMO...]]></description>
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		<title>26</title>
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		<description><![CDATA[Tempus fugit...]]></description>
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		<title>Energia Siciliana</title>
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		<description><![CDATA[<a href="javascript:openpopup('images/06_08_08_(stage)_052.jpg',1600,1200,false);"><img src="images/06_08_08_(stage)_052.jpg" width="512" height="384" border="0" alt="" /></a>]]></description>
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