martedì, 21 dicembre2004, 6:33 AM
Chiedo scusa a tutti se non ho più scritto sul blog e "fatico" a rispondere alle email..Ma mi conoscete.. un po' di pigrizia, mille avventure e il lavoro che comincia ad essere più "concreto" mi tengono lontano dal mio caro Gustavo (il nome del mio portatile..).
Oggi eccomi qui in ufficio. Siamo in tutto 3: io, Jannine e Rose-Marie. Gli altri sono già tutti in ferie. Tanto chi vuoi che venga tra oggi e domani alla mission locale? (poi si chiude per le vacanze fino a gennaio)
Io ho voluto rimanere a lavorare così come rimango tutti i venerdì, sebbene mi spetti ogni 15 giorni un venerdì libero. Il motivo è che voglio accumulare giorni di vacanza (per ora sono più o meno a una settimana) per sfruttarli quando qualcuno di voi verrà a trovarmi. Ma venite o no?!? Io sono qui che vi aspetto!! Venite, venite...
Bhè, in quanto a me ci sarebbero mille cose da raccontare, davvero. Durante le vacanze sicuramente trovverò il tempo per scrivere e a gennaio pubblicare tutto sul sito.
In quanto a salute è da un paio di giorni che sono leggermente raffreddato. Questo week-end siamo saliti a Cilaos (uno dei circoli interni della Reunion) con il COS, l'associazione di "quelli che lavorano alla mls" (non mi ricordo cosa vuol dire la sigla) di cui sono diventato socio con la modica somma di 25 euro. In compenso ho un sacco di agevolazioni. Il week-end a Cilaos in bungalows di villaggio vacanze non mi è costato nulla, era pagato dal COS. Solo che ha piovuto che dio la mandava per tutto il tempo, ho preso un sacco di acqua e per di più Marine (la figlia di Hugo e Christelle) era malata.. ergo mi sa che mi sono ammalato pure io. Bhè, per ora è solo un po' di raffreddore, spero che non peggiori proprio adesso che arrivano le vacanze!!
Ieri sera c'è stata grande festa in tutta l'isola!! Il 20 dicembre è l'anniversario dell'abolizione della schiavitù e qui è la festa più importante dell'anno!! (ricordo che storicamente la Reunion era un isola interamente abitata da schiavi).
Per tutta la giornata si sono susseguiti eventi musicali e spettacoli vari, soprattutto di Maloya (la musica tradizionale reunionese, la musica degli schiavi..). A St.Pierre ieri sera tra gli altri c'è stato anche il concerto gratuito di Sergente Garcia. Sinceramente nonostante mi sia piaciuto l'ho trovato un po' fuori luogo e come me tanti altri hanno avuto lo stesso pensiero. Da quanto so è costato 120.000 euro e non è certo l'"emblema" della festa dei reunionesi. Molti avrebbero preferito una festa Maloya per tutta la serata, sarebba stata molto più sentita.. Ci sono stati anche i fuochi d'artifico al porto, altra "tamarrata" da europei.. ho raccolto parecchi dissensi per la strada. BTW... bella festa!!
In quanto al lavoro sono in procinto di iniziare a girare il mio primo documentario in DVD. Un documentario sul Moring. Sto iniziando a prendere contatti con le persone giuste (i maggiori esperti di Moring dell'isola, i "vecchi" storici del Moring, le associazioni, ecc.). Inizierò a girare a gennaio, sempre che trovo l'attrezzatura.. (direi che mi manca tutto, dalla videocamera alla postazione di montaggio.. ma ho dei contatti buoni anche per risolvere questi problemi).
E' uscito un bando di concorso il 16 dicembre per giovani "talenti" http://ikre.reunion.re/. Devo presentare alla commissione entro il 31 gennaio un progetto di realizzazione di un documento multimediale (e il dvd è perfetto a tale scopo) inerente a varie categorie, tra cui la valorizzazione del patrimonio culturale reunionese (e il moring è perfetto a tale scopo). Se la giuria riterrà il progetto interessante avrò in premio 2000 euro e un contratto di finanziamento di 10-15 mila euro per la realizzazione del progetto. Non sarebbe per niente male... Entro il 31 gennaio devo quindi conegnare la "bozza", credo che passerò tutto il mese a lavorare su questo.. sarebbe una buona occasione per mettersi in contatto con le realtà di produzione audio-video della Reunion, il che mi interesserebbe parecchio.. non so, vedremo!
Per quanto riguarda il Natale ho avuto parecchi inviti da persone diverse. Persino da Suli che mi ha invitato a una festa in una villa con 300 persone e tanto di piscina.. ma ho preferito optare per una cosa più spartana e "natalizia". Me ne vado a casa della madre di Carol (una delle mie più care amiche qui) che abita in un rudere da eremita sperduto in mezzo ai monti del circolo di Cilaos. Ci sarà tutta la sua famiglia (mi ha detto circa 40 persone), e conoscendo già alcuni componenti mi immagino già come devono essere gli altri.. credo che passerò davvero un buon Natale, in ambito molto "familiare"!!
In quanto a conoscenze e amicizie ho legato bene con il gruppo di spagnoli che sono qui a fare gli insegnanti di lingua. Grazie all'Elena Gufo ^_^ mi sono messo in contatto con Marta e Amaya, due catalane di Barcellona che stanno qui fino a giugno (è pieno di spagnoli, ndr).
[cena italiana: orecchiette broccoli-pancetta -pomodorini. Un successone. (effettivamente mi è riuscita molto bene..)]

[Dopo un paio di bottiglie di buon vino si passa al "lancio del cappello" ^_^ ]

Praticamente sto a casa loro un giorno sì e un giorno no. Faccio persino il bucato da loro, visto che io non ho la lavatrice..
La loro casa è infestata da insetti di ogni specie (soprattutto scarafaggi enormi, che qui sono dappertutto..) ed è davvero divertente assistere alla battaglia perenne delle forze degli umani contro l'esercito delle 6-zampe. Qualche giorno fa Amaya ha comprato le "bombe". Delle robe super-chimiche stermina-ogni-essere-vivente nel raggio di 10 metri... devono evacuare la casa per tre giorni!!!
Dunque chiudo questo messaggio con l'augurio a tutti voi di passare un bel periodo natalizio e la promessa di ritrovarci dopo le feste!!
BUON ANNOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!
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giovedì, 2 dicembre2004, 1:20 PM
Venerdì 26 novembre. Ore 9.20.Jean-Marie entra dalla porta con il giornale in mano. Mi indica un articolo e mi dice: com'è che si chiama lo sport che fai? Mi salta subito agli occhi la parola chiave, inconfondibile tra gli altri titoli in francese.. "Kyokushinkai":
Torneo Internazionale a St.Paul. 27 novembre 2004. Palpitazione. Accelerazione del battito cardiaco. Adrenalina che comincia a salire..
...Allora è vero. Anche qui alla Reunion esiste...
Mi do subito da fare. Sull'articolo del giornale non c'è nessuna indicazione utile per contattare l'organizzazione, così tiro fuori le unghie e inizio a spulciare internet come un pollo. Non ero riuscito precedentemente a trovare informazioni sul kyokushinkai alla reunion, ma ora che ho la certezza che esiste non mi do pervinto e affino le parole chiave su google. Dopo 20 minuti di ricerche riesco ad approdare a una vecchia pagina di un torneo francese di kyokushinkai in cui miracolosamente trovo il numero di telefono del responsabile della Reunion!! Non perdo tempo e lo chiamo immediatamente. Gli spiego chi sono e gli dico che mi piacerebbe molto partecipare al torneo. Dopo giri di telefonate e tram tram vari riesco nel pomeriggio ad ottenere l'autorizzazione ufficiale a partecipare. WOW!
Vado dal medico per fare il certificato (2 ora di coda per 2 minuti di visita..) e voilà!
Ero talmente emozionato che non mi sono resoconto bene della cosa. Avevo aderito a un torneo internazionale ma senza sapere bene nè quali regole avrebbero adottato nè soprattutto quale sarebbe stato il livello di bravura dei partecipanti. Ero troppo entusiasta della cosa e ho tralasciato di analizzare bene la situazione. Grave errore...
Ho cercato su internet e ho scoperto che buona parte dei combattenti che fanno parte della nazionale francese di Karate sono Reunionesi. Ah. Cominciamo bene... Scopro che Questo "Jean-Luc Vedapodagom" è considerato uno dei più forti in assoluto dela Francia. Il suo dojo è a St.Marie, nella parte nord dell'isola. Ah. Bene...

Comincio un attimino a preoccuparmi... le mie condizioni fisiche sono abbastanza buone. Ho un leggero problema alla coscia destra (un principio di stiramento) ma non me ne curo. La sera prima mi ero allenato 4 ore e mi sentivo pronto. Ma avevo torto. L'allenamento che avevo fatto da solo qui sull'isola non era sufficiente per affrontare un torneo di alto livello ed era da più di un mese che non facevo un combattimento. Ho passato venerdì e sabato in una sorta di trans tra concentrazione e preoccupazione. Richiamo l'organizzatore per avere maggiori informazioni e scopro per esempio che non è permesso indossare i parastinchi di protezione. Ah. Bene...
Insomma, arrivo alla sera della gara abbastanza teso, ma non troppo. La gamba mi fa ancora un po' male ma con un buon riscaldamento non credo mi darà problemi. Ci sono Hugo e Christelle con me, che si sono offerti di accompagnarmi ed è stato davvero un bel gesto. Se fossi andato da solo sicuramente sarei stato ancora più teso e alla fine della gara non sarei riuscito a guidare (ho preso una botta forte sulla gamba sinistra.. avrei fatto molta fatica a schiacciare la frizione). E poi sapevo già come mi sarei sentito.. uno spezzatino, comunque sarebbe andata.
Il palazzetto dello sport che ospita la manifestazione è accanto allo stadio. E' molto grande e c'è già parecchia gente. L'entrata (con grande meraviglia da parte mia) è a pagamento. 10 euro. Ovviamente io non pago in quanto partecipante mentre Hugo e Christelle pagano 5 euro a testa perchè sono i miei accompagnatori. Comunque a mio avviso 10 euro sono troppi..
Faccio subito conoscienza e mi presento un po' a tutti.. arbitri, responsabili, partecipanti..
Scopro subito che il gruppo che viene dall' isola Mauritius è il più "simpatico" e disponibile. Ci sono un sensei 3° dan, un paio di maestri 2° dan e altri 3-4 ragazzi, tutti cinture nere 1° dan. Tutti combattono (anche il sensei). Ah. Bene...
Intorno a me vedo tutto nero, nel senso che ci sono quasi solo cinture nere. Mi rendo conto subito che non sarà una passeggiata, anzi sarà un vero e proprio massacro. Con la mia cinturina verde spiccavo un po' come un folletto tra i giganti.. Però sono tutti molto gentili, nessuno ha l'aria arrogante o presuntuosa, c'è un'atmosfera di molta umiltà e molto rispetto. Come sempre (o quasi) nel kyokushin. Parlando scopro che il Kyokushin alle Mauritius esiste dagli anni '70 (più che in Italia) e che i partecipanti si allenano regolarmente 4 volte a settimana. Ah. Bene...
In tutto ci saranno stati una cinquantina di atleti, provenienti dalla Reunion, dalle Mauritius, dalle Seychelles, dall'Africa del Sud e dal Madagascar. Lo shihan responsabile di questa zona è sudafricano ma non ha potuto essere presente per problemi di lavoro.
Rimango subito molto impressionato dai fisici possenti. Qua tutti sembrano scopliti con con lo scapello. La maggior parte degli atleti sono neri e si sa, di natura i neri hanno un fisico straordinario.
Dopo le presentazioni con tanto di inni nazionali (ma quello italiano non erano riusciti a procurarselo in tempo ;-)) ecco le varie dimostrazioni (consuete) delle tecniche permesse e quelle vietate. Poi subito al sodo.
Si inizia con i "cadetti" (i minorenni) che indossano guanti e caschetto. Poi le ragazze (già senza alcuna protezione). Picchiano, cazzo. Picchiano.
Il primo combattimento della serie maggiore è proprio tra il sensei mauriziano e un 2° dan delle Seychelles.
Non ho parole. Impressionante. Combattono senza tregua a un livello altissimo per 3 round e alla fine vince il sensei delle Mauritus per decisione arbitrale.
Mi rendo conto che il livello della competizione è oltre le mie aspettative. E' davvero alto. E' troppo alto. Troppo alto per me, soprattutto senza preparazione adeguata.
Vado a prepararmi mentalmente negli spogliatoi. Decido di non guardare gli altri incontri prima di me, sarebbero troppo demoralizzanti.
Ed ecco il mio turno. Con sorpresa vedo che mi si avvicina il team delle Mauritius, il sensei mi farà da "Coach". La loro presenza mi rassicura un po', mi da forza.
Rimango al bordo del tatami in attesa del nastro rosso e in attesa soprattutto di vedere il mio avversario.
Ed eccolo che appare. Cintura marrone. Non è indicativo ma almeno è un po' meno "impressionante" che combattere contro un 2° dan per esempio.. Il mio coach mi dice che è un karateka reunionese, che lo conosce. Dice di stare molto attento. Che a vederlo non sembra (più o meno è del mio peso) ma ha dei pugni molto forti. E di tenere la guardia alta perchè è molto elastico.
Arriva il mio nastro rosso. L'adrenalina sale. Il battito cardiaco aumenta. Cerco di restare calmo ma è difficle.
Non ho preparato una tattica particolare e anche questo è stato un errore. Sono andato un po' allo sbaraglio, senza pensare bene a "come lavorarmelo" per cercare il k.o.
Inoltre l'assenza dei parastinchi mi intimorisce un pochino. Ho paura di beccare un ginocchio o un gomito e di rompermi le tibie. Ma i pensieri svaniscono improvvisamente quando l'arbitro dà il via. Kiai!
Agisco di istinto. Combattimento al 100%.
Tengo bene i primi 30 secondi. Riesco a schivare bene i colpi, mantengo una buona guardia. Ma mi accorgo subito che è lui a dirigere l'incontro, è lui che avanza e io che gli giro attorno. Il mio solito difetto.. troppa difesa.
Passa il primo minuto e il combattimento è pressochè alla pari.
Riesco a sferrare qualche buon shita-tzuki ai reni e al plesso solare, e qualche ghedan alle gambe.
Ma il tipo è solido e non sembra accusare.
Alla fine del primo minuto mi rendo conto che sono già stanco, che non sono riuscito a controllare il fiato e mi mancano già le forze per organizzare un attacco mirato.
Cerco di difendermi e di sorprenderlo ma nulla da fare.
Combattiamo pressochè alla pari e infatti il primo round finisce con il giudizio unanime di parità.
Ma io sono già cotto e so già che non sarò in grado di fare molto nel 2° round. Un lieve pensiero mi sfiora mentre attendo il giudizio degli arbitri.. una parte di me spera che i giudici assegnino subito la vittoria all'altro così che l'incontro finisca qui. Ma scaccio questo pensiero. Kyokushin, cazzo. Spirito guerriero. Mai gettare la spugna. Mai. Kiai! Riprendo la guardia. Raggruppo le forze. Devo combattere fino alla fine, non posso ritirarmi.
Mi manca il fiato. Mi mancano le forze. Le gambe non rispondono più. i riflessi rallentano. Cerco di parare i colpi ma è una raffica di pugni che mi investe.
Poi un paio di ghedan alle gambe mi entrano in pieno (con tanto di rincorsa..). A caldo non li sento, ma più tardi zoppicherò vistosamente.. Poi il tipo sfodera una combinazione jodan-jodan-chudan mae. Non me l'aspetto e mi prende secco al plesso solare. Mi toglie il fiato, ma non lo do a vedere.
Praticamente affronto la fine dell'incontro in apnea. I secondi passano lentissimi, i 2 minuti mi sembrano un'eternità. Sono stremato. Faccio fatica anche a stare in piedi. Ma sono riuscito ad assestare un paio di buoni colpi anche io e vedo che anche il mio avversario è cotto e ha accusato. Siamo due zombie che barcollano sul tatami.
Verrò a scoprire più tardi che il mio avversario non è stato in grado di proseguire il torneo dopo il nostro combattimento. Vuol dire che anch'io alla fine ho detto la mia.. viene a trovarmi dopo un'oretta negli spogliatoi con una mano e un piede fasciati.. io in compenso non ho nessun infortunio. Almeno questo..
L'incontro finisce. Gli arbitri assegnano la vittoria "a punti" al mio avversario. Giustissima, nulla da recriminare.
Ricevo i complimenti del team maruziano, dicono che ho combattuto bene ma io (come sembre) non sono per nulla contento del mio incontro. Sono demoralizzato e sto malissimo. Uno straccio. Anzi, uno straccio strizzato. Mi viene da svenire, mi viene da vomitare. La vista è annebbiata, vedo tutto bianco. Barcollo fino agli spogliatoi, crollo per terra rantolante, sembro un insetto mezzo schiacciato da una scarpa. Lo stimolo del vomito è troppo forte, non riesco a trattenermi e riverso quel poco di succo d'arancia che avevo nello stomaco nell'angolo più remoto della stanza, visto che l'uscita verso l'esterno è chiusa col lucchetto, cazzo. La testa mi fa malissimo, la sento pulsare come se dovesse scoppiare da un momento all'altro. Bhè, non è una sensazione nuova.. so bene cosa significa fare una gara di kyokushinkai... praticamente rimango da solo disteso a terra con le gambe sollevate contro il muro per tutta la durata del torneo. Più di là che di qua. Mezzo incosiente. Poi con il tempo riprendo le forze, mi sento un po' meglio ed esco. Riesco ad assistere alle finali.
Vedapodagom è allucinante.
Combatte con una rapidità, una precisione, una sicurezza disarmante.
Praticamente gli ultimi 30 secondi della finale si mette a fare "allenamento" al sacco. Solo che il sacco è il suo avversario. Completamente inerme e incapace di reagire l'avversario rimane immobile proprio come un sacco a ricevere tutta ma proprio tutta la raffica incessante di pugni che vedapodagom sfodera a una velocità impressionante. Sembra una combo dei videogiochi di picchiaduro. ta-ta-ta-ta-ta-ta-ta!!!!
Vince per decisione arbitrale unanime. Ma si ha la chiara e netta impressione che ha volutamente evitato di fare il k.o.
E' lui il migliore. Senza dubbio.
Gli faccio le mie congratulazioni e lui mi dice che ci terrebbe molto ad avermi nel suo dojo, a St.Marie. Magari. Ma st. Marie è completamente dall'altra parte dell'isola. 2 ore di macchina. 4 allenamenti a settimana. Inaffrontabile. Gli dico che probabilmente mi allenerò con il dojo di St.Pierre o St.Leu ma dice che il livello là non è molto alto e che sarebbe bene per me allenarmi con la loro squadra, che praticamente fa allenamento agonistico costante. Trova che ho una buona tecnica e un buon potenziale e sarebbe davvero contento se lo andassi a trovare ogni tanto. Ci lasciamo con l'augurio di rivederci presto.
Hugo e Christelle hanno filmato e fatto foto. Sono impressionati dalla "realtà" dei combattimenti. Pensavano che nel karate si combattesse un po' per finta. Così gli spiego del kyokushin... ^_^
Rientro a casa alle 1 di notte. Il torneo è finito a mezzanotte. Cotto come una pera cotta. E molto malinconico, pieno di pensieri, di riflessioni. Ripercorro con la mente ogni istante dell'incontro e mi rimprovero: avrei potuto fare così.. avrei potuto fare cosà...
Si impara sempre molto da una gara di kyokushin. Rimango tutto il giorno dopo in meditazione silenziosa. La domenica la passo sul mio terrazzino a guardare l'orizzonte.
Apprendo molto.
So che la prossima volta andrà meglio.
Osu!
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giovedì, 2 dicembre2004, 7:42 AM
Scrivo alle 8.45 di mattina dopo un tragico risveglio a casa di Hugo.. Le serate "Che famille Ghontier" stanno diventando un must, un appuntamento fisso di grande interesse. Hugo si sta rivelando davvero una persona estremamente interessante e tra l'altro molto simile a me, abbiamo 3000 cose in comune.. a partire dai "numeri" degli anni! Lui 32, io 23 ;-)Ieri era il suo compleanno e mi ha invitato a cena da lui.
Hugo lavora da qualche anno come consigliere per i giovani e come "informatico" (ma è una parola un po' grossa nel suo caso) per la mission locale. Il suo ufficio è a St.Louis, ma si occupa della gestione di tutte le antenne sud. Praticamente è il mio partner di lavoro. E' con lui che sto preparando tutti i progetti di animazione dei point cyb.
Hugo è creolo, è nato a Le Tampon, una cittadina vicino St.Louis a mezza via tra l'entro terra e la costa. Suo padre (che ho conosciuto, abita vicino a lui..) rispecchia il tipico creolo vecchio stampo. Contadino di canna da zucchero e allevatore (ora in pensione), grado di istruzione pressochè nullo, gran cuore. Sua madre invece è professoressa di francese e questa differenza di cultura con l'andare degli anni si è appesantita e li ha portati purtroppo alla separazione attuale.
A 16 anni Hugo ha conosciuto Christelle (che ne aveva 14) e da allora non si sono più separati. Cinque anni fa hanno ufficializzato la loro unione con il matrimonio e tre anni fa hanno messo al mondo Marine, una bimba meravigliosa. La loro somiglia molto alla famiglia delle favole. Ai miei occhi sembra tutto perfetto. Il loro rapporto nonostante siano ormai passati già 15 anni da quando hanno iniziato a stare insieme sembra il rapporto di due neo-fidanzati. Stanno davvero bene insieme, sono una coppia adorabile. E Marine è la figlia che tutti vorrebbero avere, me compreso. E' di una amorevolezza disarmante, dolcissima, è sveglia, vivace, molto molto intelligente, riesce a esprimere le sue emozioni con una spontaneità e una sincerità davvero invidiabile. Ed è bellissima, ha degli occhi enormi e delle ciglia chilometriche, i capelli castani lunghi e ondulati (quasi riccioluti), la carnagione meticciosa (praticamente da "bianco abbronzato"). Semplicemente è adorabile.
Christelle, come Hugo, ha studiato all'università di St.Denis ed entrambi sono laureati in geografia. Per adesso lavora come insegnante al liceo di Le Tampon. Anche lei è una persona molto bella, interessante ed estremamente gradevole.
Per adesso loro due sono le persone con cui ho legato di più, con cui ho avuto occasione di dialogare a lungo e di confrontarmi (grazie anche a del buon vino ;-). E tra l'altro nella maggior parte delle occasioni arriviamo a concordare in pieno su tutto.. abbiamo la stessa filosofia di pensiero , gli stessi interessi, direi un livello culturale molto simile e come ex studenti universitari (e qui non è facile trovarne) possono capire al volo molte cose che invece mi è difficile spiegare ad altri.
Mi invitano spesso a casa loro e io ci vado molto volentieri. Vivere da solo ha certamente i suoi vantaggi, ma tornare a casa e non avere mai nessuno con cui parlare a volte è davvero un po' frustrante e alienante..
Le serate con Hugo e Christelle di solito viaggiano su una buona cena creola e dell'ottimo vino rosso. Io non conosco per nulla i vini francesi e Hugo è un buon intenditore, mi sta dando ottimi consigli e mi fa gustare sempre vini differenti e sempre di alta qualità. Mi sto facendo una buona cultura enologica.. e come gli antichi romani ben sapevano..: "in vino veritas!" Così alla seconda bottiglia si comincia a parlare di cose interessanti e ci si apre più facilmente. Riesco anche a parlare meglio francese! Utilizzo parole molto ricercate (in italiano) e poi mi invento la traduzione in francese e il più delle volte ci azzecco!! Una volta che capisci come funziona la lingua è davvero facile inventarsi al volo la traduzione.. parti dal latino, ci mescoli un po' di dialetto del nord-italia, condisci il tutto con l'accento d'oltralpe e l'erre moscia e voilà! Spesso la gente si stupisce perchè conosco (ma ripeto, mi invento) termini molto dfficili ma poi non so le parole più semplici... ^_^
Bhè, riepilogando.. Ieri sera ho fatto le 3 di mattina e alle 7 ero già in piedi. Ergo -> sono cotto.
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giovedì, 25 novembre2004, 10:38 AM
Dal punto di vista sociale l'esperienza della Reunion è molto interessante. Sono completamente immerso (a partire per esempio dal mio quartiere) nella realtà più povera dell'isola, ho a che fare ogni giorno con il problema della "svogliatezza", della disoccupazione, dei giovani contaminati dalle ideologie corrosive dell'occidente pubblicizzato. Per esempio gran parte dei soldi che la gente guadagna li spende in vestiti di marca e nel "tuning" (il truccaggio) delle macchine. Non c'è un giovane, anche il più disagiato, che non abbia ai piedi delle nike da 200 euro. L'obiettivo dei ragazzi qui è diventato "somigliare il più possibile a ciò che vedono in televisione e nella pubblicità". E' palese la contaminazione che comporta l'essere colonia francese. Una popolazione dalle tradizioni e dallo stile di vita invidiabile, come mi è stato raccontato dai vecchi del paese, sta cominciando a mutare nella peggiore delle società american-europizzate. Cartelloni pubblicitari hanno cominciato a invadere anche qui gli spazi aperti. Non sei "ok" se non vesti come è illustrato nella pubblicità. Io con il mio abbigliamento di seconda mano da Montagnola vengo preso spesso dalla gente comune per una specie di clochard, un senza tetto, un poveraccio. E io dico loro che non è importante come vesti, ma quello che ci sta dentro ai vestiti. E mi prendono per una specie di buddha italiano che fa della filosofia orientale e fa delle cose strane tipo calzare ai piedi dei sandali da antico romano. C'è un grande contrasto qui. Tradizione e innovazione. I bambini crescono tra il nonno che li porta a tagliare la canna da zucchero e il mike bongiorno francese che li invita a comprare l'ultima maglietta alla moda.Mi rattrista vedere come è facile distruggere i principi e i valori di una popolazione, che comunque mantiene la sua identità nei villaggi dell'entro terra. La costa, soprattutto quella occidentale, più turistica, non è la vera reunion. Me lo dicono tutti. E' un manifesto pubblicitario.
Consumismo, consumismo, consumismo.
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giovedì, 25 novembre2004, 7:12 AM
Inutile dire che ogni tanto ho nostalgia.. nostalgia dei miei vecchi amici, nostalgia delle penne al ragù della nonna Gemma, nostalgia di tutto ciò che ho lasciato lì. E' normale, penso. E capita sempre che la sera guardando le stelle (che anche quelle sono diverse.. la luna per esempio è a testa in giù!) il mio pensiero vola sempre alle persone a cui voglio bene e che sono lontane... e le stelle mi sorridono, un po' come al piccolo principe.. Ma non mi lascio comunque sovrastare dal sentimento di malinconia. Qui ho trovato tante altre cose, che non avrei mai scoperto se non fossi partito. E ho tanti altri amici, tante altre emozioni da vivere, per cui la mattina mi pigghiu u bellu caffè e riparto entusiasta per un'altra avventura!! ^_^
Sperando di guadagnare il colore della canna da zucchero..
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