ho un rigurgito anti-consumista 
giovedì, 25 novembre2004, 10:38 AM
Dal punto di vista sociale l'esperienza della Reunion è molto interessante. Sono completamente immerso (a partire per esempio dal mio quartiere) nella realtà più povera dell'isola, ho a che fare ogni giorno con il problema della "svogliatezza", della disoccupazione, dei giovani contaminati dalle ideologie corrosive dell'occidente pubblicizzato. Per esempio gran parte dei soldi che la gente guadagna li spende in vestiti di marca e nel "tuning" (il truccaggio) delle macchine. Non c'è un giovane, anche il più disagiato, che non abbia ai piedi delle nike da 200 euro. L'obiettivo dei ragazzi qui è diventato "somigliare il più possibile a ciò che vedono in televisione e nella pubblicità". E' palese la contaminazione che comporta l'essere colonia francese. Una popolazione dalle tradizioni e dallo stile di vita invidiabile, come mi è stato raccontato dai vecchi del paese, sta cominciando a mutare nella peggiore delle società american-europizzate. Cartelloni pubblicitari hanno cominciato a invadere anche qui gli spazi aperti. Non sei "ok" se non vesti come è illustrato nella pubblicità. Io con il mio abbigliamento di seconda mano da Montagnola vengo preso spesso dalla gente comune per una specie di clochard, un senza tetto, un poveraccio. E io dico loro che non è importante come vesti, ma quello che ci sta dentro ai vestiti. E mi prendono per una specie di buddha italiano che fa della filosofia orientale e fa delle cose strane tipo calzare ai piedi dei sandali da antico romano. C'è un grande contrasto qui. Tradizione e innovazione. I bambini crescono tra il nonno che li porta a tagliare la canna da zucchero e il mike bongiorno francese che li invita a comprare l'ultima maglietta alla moda.
Mi rattrista vedere come è facile distruggere i principi e i valori di una popolazione, che comunque mantiene la sua identità nei villaggi dell'entro terra. La costa, soprattutto quella occidentale, più turistica, non è la vera reunion. Me lo dicono tutti. E' un manifesto pubblicitario.
Consumismo, consumismo, consumismo.

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Il colore della canna da zucchero 
giovedì, 25 novembre2004, 7:12 AM



Inutile dire che ogni tanto ho nostalgia.. nostalgia dei miei vecchi amici, nostalgia delle penne al ragù della nonna Gemma, nostalgia di tutto ciò che ho lasciato lì. E' normale, penso. E capita sempre che la sera guardando le stelle (che anche quelle sono diverse.. la luna per esempio è a testa in giù!) il mio pensiero vola sempre alle persone a cui voglio bene e che sono lontane... e le stelle mi sorridono, un po' come al piccolo principe.. Ma non mi lascio comunque sovrastare dal sentimento di malinconia. Qui ho trovato tante altre cose, che non avrei mai scoperto se non fossi partito. E ho tanti altri amici, tante altre emozioni da vivere, per cui la mattina mi pigghiu u bellu caffè e riparto entusiasta per un'altra avventura!! ^_^
Sperando di guadagnare il colore della canna da zucchero..

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Il quinto elemento sono io 
giovedì, 25 novembre2004, 7:02 AM
La gente ragiona in modo completamente diverso da noi, i ritmi sono di una lentezza esasperante, lo stress è lontano anni luce... fa caldo, ma non caldo umido come a Bologna per esempio, dove d'estate si boccheggia.. il caldo è secco, amabile.. un po' come il lambrusco direi. Il sole è potentissimo, quando ti becca con uno dei suoi raggi lo senti, cazzo. Ti dà una botta di vita.. Nella filosofia orientale il "ki" (l'energia cosmica, appunto) proviene proprio dal sole. E dai 4 elementi. Terra, acqua, fuoco, vento. Qui ci sono tutti, e si sente. Non manca nessuno.
La terra è rappresentata dagli enormi circoli interni di "pitoni" creati dal collasso degli antichi vulcani dell'isola.
L'acqua.. bhè, più che la potenza delle onde di 7 metri che l'oceano sbatte direttamente sugli scogli non so quale esempio migliore!



Il titano del fuoco giace invece a Est. Dall'alto dei suoi 3000 metri borbotta e ogni tanto si schiarisce la voce.. L'ultima colata lavica risale al mese scorso..!
Il vento è rappresentato dai cicloni. Il primo della stagione si sta già avvicinando. In questo momento è a 2300 km dalla Reunion ma presto ci verrà a fare visita..
La reunion è un po' come l'Olimpo, solo che al posto degli dei greci ci sono i titani degli elementi. E' la sede dove si incontrano e decidono cosa fare nel pomeriggio con questi piccoli ominidi che calpestano la superficie..
E' il dipinto dell'armonia cosmica.

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Torno subito 
mercoledì, 24 novembre2004, 8:23 AM
E' periodo ricco di esperienze ma purtroppo non trovo il tempo per scrivere.
La giornata inizia alle 6.30 la mattina. Lavoro fino alle 4 di pomeriggio e poi ho sempre mille cose da fare (come al solito...). Mi sono anche iscritto a un dojo di Aikido a Etang-Salè (7 km a ovest di St.Louis). Il maestro è 4° dan ed è molto in gamba, mi piace. C'è un clima molto simile a un dojo di kyokushin: molta disciplina, rispetto, impegno costante. Facciamo allenamento la sera del lunedì, il giovedì e il sabato mattina.
E di solito la sera verso le 6 (il sole tramonta alle 6.20 per cui la sabbia non scotta più) vado a fare allenamento di kyokushin da solo in una spiaggetta solitaria, imbucata e bellissima nei pressi di Etang-Salè les Baign. Capita che ci vado pure quando finisco l'allenamento di aikido. L'altro ieri per esempio ho fatto 4 ore di allenamento duro e il giorno dopo (a mo' di stage a Barcellona..) ero tutto rotto. Nell'aikido si vola da una parte all'altra della stanza e se non sei abituato il giorno dopo hai la schiena come uno spezzatino..

Rientro a casa che sono tipo le 9 e ho già gli occhi che mi si chiudono da soli.. faccio molta fatica a restare sveglio e prepararmi la cena. Spesso se posso mangio un sandwich o del curry fuori, quelli non sono molto cari. Anche perchè non è facile cucinare a casa mia, mancano gli strumenti e anche gli ingredienti e le tubature dell'acqua sono completamente intasate e non riesco a risolvere il problema. Sarebbe utile un idraulico.. (eddy?) o forse sarebbe più utile cambiare casa. Sto cercando.. ma gli affitti sono molto alti e non è diffusa l'usanza della "convivenza" fra estranei, a mo' di appartamento studentesco. A st. Denis, dove c'è l'università, sì. Ma qui nel sud no.

Ci sono tante cose di cui vorrei parlare.. delle mie avvenure, della vita quotidiana, delle persone che incontro.. spero di non dimenticare e di riuscire a scrivere al più presto, serve anche a me, a fissare i momenti e aiutarmi a ricordare in futuro, vista la mia memoria da pesce..
Solo che al lavoro non ho tempo perchè il 3 dicembre c'è la riunione dei capi e devo presentare i miei progetti per ottenere i finanziamenti. Quindi sono molto impegnato in questo periodo per preparare i piani.
Dopo i primi di dicembre forse avrò più tempo. O magari una sera mi faccio un caffè con la mia splendida moka..
Per ora mi sono impegnato a fare le gallerie di foto e i video che potete trovare nella sezione "ile de la reunion" sul mio sito. Per ora vi lascio un po' all'immaginazione.. in futuro farò anche dei commenti (il rituale malghescio di Maloya per esempio merita sicuramente un capitolo a parte..!!). Ecco per esempio la foto dell'"altare" dove hanno fatto le offerte per gli spiriti degli antenati:



A presto altre news.

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Breve racconto: avventura a Gran Bassin 
mercoledì, 10 novembre2004, 6:33 AM


Che cosa è gran Bassin? Gran Bassin è una valle nell'entro terra dell'isola, inaccessibile se non per un sentiero impervio ripidissimo di circa 1,30h di discesa e 3,30 ore di salita. Gran Bassin è una scelta, la scelta di vivere isolati, lontani dal mondo come lo conosciamo noi. E' un villaggio formato da case molto distanti tra loro e collegate da sentieri tracciati che percorrono la lunghezza della valle. E' un pezzo di terra verde, di jungla "ammaestrata" soltanto quanto serve, un grande giardino tropicale naturale. Gran Bassin è un angolo di paradiso.
Ci sono finito per caso.. non mi ero gran chè informato su dove stavo andando.. semplicemente mi sono aggregato a un gruppo di amici di amici di amici che mi hanno proposto di andare questo week-end e così.. ecco come ci sono finito.
Ovviamente scarpa rigorosamente da ginnastica (visto che ho solo queste) che per scalare le montagne non proprio l'ideale.. bagaglio leggero, solo acqua e una giacchetta per irpararsi la sera perchè fa un po' freddo. Si dormiva giù ma non ho portato il sacco a pelo, mi hanno detto che non era necessario.. grazie al cazzo, ma loro (un gruppo comunque non proprio "giovanissimo", diciamo intorno ai 40-45 anni di media) andavano a dormire nei bungalow che costavano un bordello! E nella marcia in discesa erano lentissimi.. così ho preso, ho salutato e me ne sono andato per i fatti miei.
Da solo. Come sempre.. ;-)
Ed è stata una fortuna, perchè una volta arrivato al villaggio, esplorando sempre "casualmente" i sentieri.. sono arrivato a un ponticello che passava il torrente, formato da un tubo di ferro (rotondo) che per passare bisognava essere equilibristi o finivi dritto in acqua. Ho proseguito e sono arrivato a un cancelletto di legno colorato di azzurro con una piccola insegna arrugginita che diceva "che pilou" (da Pilou). E sono entrato.
Percorrere i sentieri così.. senza sapere dove stai andando e cosa ti aspetta per la strada.. fare davvero l'esploratore, annotare i bivi che prendi per non rischiare di perderti.. spostare le grandi foglie di banano che invadono selvagge il percorso.. ascoltare i rumori della jungla, stare attento a dove metti i piedi (ho visto un ragno dalle dimensioni quasi di una mano), osservare, sentire, respirare.. sembrava davvero di stare dentro ad uno di quei racconti dei pirati, o (sempre per chi "sa") a un gioco di ruolo tipo "ultima" o "gothic".. quelli dove per il sentiero trovi gli animali feroci e devi scappare e dove nascoste dietro a un sasso trovi le pozioni di energia.. ;-)
Io ho trovato le casette delle api. Molte. E un cimitero piccolissimo con delle croci di legno e ferro battuto, invaso dalle erbacce e dalle ragnatele.. molto suggestivo. E così vai, esplori.. e arrivi a questo cancelletto blu oltre il torrente. Ti accoglie un uomo a piedi scalzi, barba incolta, con un macete in mano.. che fai? Lo saluti. Lui ricambia e ti invita a visitare la sua casa, il suo territorio, il suo frutteto fatto di alberi di bibas (un frutto simile all'albicocca come aspetto) e altri frutti tropicali strani di cui non ricordo i nomi.. sì, ma non immaginatevi mica un frutteto come lo intendiamo noi.. qui un frutteto è semplicemente un insieme di alberi da frutta in mezzo alla jungla incolta e selvaggia! E il "giardino" è una vecchia panchina immersa in un incantevole insieme di colori e profumi di fiori mai visti.. mi siedo e sto lì. Mi riposo un po'. Lui intanto (il suo nome è Daniel) prosegue a fare le sue faccende e mi offre un paio di avocado (minchia che buoni..!!). Mentre siedo lì, in quell'angolo della terra sconosciuto e mi immagino di essere Flo' sull'isola deserta.. e sento il torrente che scorre e il canto degli uccelli che non è come sentire i passerotti.. qui gli uccelli sono diversi e cantano diversamente e te ne accorgi se fai attenzione. E guardi le montagne che si ergono verticali nel breve orizzonte.. sembra di essere in una "culla verde"..



E la cosa bella è che sei sì in mezzo a una jungla, ma non ci sono insetti fastidiosi che schvulazzano a ti fanno punture come pomodori. E questo è strano, no? Almeno, io mi aspettavo di essere mangiato vivo..
Invece degli insetti scorgo all'orizzonte una figura che si fa strada tra i banani. E' una ragazza. Marie-Helaine mi spiega che anche lei è arrivata qui per caso poco prima di me insieme ad altri 2 suoi amici, Lùc e Cécile. E mi invita a restare a cena con loro e la famiglia di Daniel. Ovviamente accetto.
La famiglia di Daniel sembra davvero la famiglia di Flo'. Fadéla (o fadù per gli amici) è la moglie di Daniel e la madre di una bellissima bambina, Léa, 8 anni, l'unica bimba di Gran Bassin (che per la cronaca fa circa 50 abitanti).
Daniel e Fadù hanno lavorato 20 anni come ristoratori in Francia e poi un bel giorno hanno deciso di venire a vivere qui a Gran Bassin e di vivere di ciò che coltivano. E' così, spiegato con parole semplici perchè è la cosa più semplice del mondo. 2 cuori e una capanna. E una bimba. Che si fa 2 volte a settimana tutta la scarpinata su per la montagna (3-4 ore di marcia) per andare a scuola. La casa di pilou è un conglomerato di roba accatastata, antiquariato locale (di cui il pezzo forte è una bicicletta che si è portato a spalle fino a qui e che ovviamente non ha nessuna funzione utile), una marea di scarponi da montagna vecchi da prima guerra mondiale, tutti ammuffiti e che fungono da "vasi" per i fiori.. Fadù mi dice che Pilou (il proprietario della casa) è andato a vivere sul vulcano (!) che è stato "cacciato" dalla comunità di Gran Bassin. Mi viene in mente anche un po' Dogville, di Laars von Trier.. Pilou ha lasciato in custodia la sua casa a Daniel, ma non ho capito se ogni tanto torna oppure no.. cmq, la casa di pilou funge da quella che in francese viene chiamata "gita" ovvero una specie di bred&breakfast misto ad agriturismo misto a bho.(?!) Fadù dice che con 25 euro pago la cena, l'alloggio per dormire e la colazione domattina. Con i prezzi di qui è davvero conveniente.. e che cena! Una cena creola, con riso, verdure, ortaggi, pollo.. tutto ovviamente che proviene da qui fuori (anche il pollo). Fantastico.. buonissimo.. ovviamente le solite porzioni da ingordi.. fadù ha preparato davvero un quintale di roba e mangiamo come pascià fra racconti e risate. Poi è il turno della degustazione dei Rhum. La specialità della Reunion. Ovvio, qui ci sono solo canne da zucchero alberi da frutta tropicali e il rhum con cosa si fa? Con la canna da zucchero. E i frutti tropicali. Rhum orangè, rhum alla frutta, rhum ai mille sapori diversi. 3000 tipi di rhum, tutti uno più buono dell'altro e tutti fatti rigorosamente in casa in bottiglioni enormi e stravaganti..
Purtroppo non ho fotografie di tutta l'avventura, perchè mi sono sbagliato e ho preso su le batterie scariche della macchina. Sono riuscito solo a fare una foto tutti insieme



ma spero di riuscire a scambiare qualcosa con gli altri amici nei prossimi giorni (mi hanno invitato sabato prossimo a un barbecue-festa in spiaggia a St.Leou les bains..
Si va a dormire che sono appena le 11.30 ma a me sembravano le 5 di mattina, sempre per il solito discorso che viene buio alle 7 di sera e il sole sorge alle 5.. Prima di coricarmi esco un attimo a fare 2 chiacchiere con il cane e scorgo le 2 sdraio sul retro della casa. Mi ci butto sopra e.. voilà! Magia! Forse la più bella delle magie che ho visto fare fin'ora dalla Madre qui. Sopra di me non c'era un cielo stellato ma lo schermo cinematografico di un'osservatorio che proiettava le galassie e le costellazioni più remote. Praticamente non c'era una sola zona nera in cielo, era tutto tutto coperto di stelle luminosissime, tutto pieno, tutto pieno. E più l'occhio si abituava all'oscurità più riuscivi a scorgere ancora più stelle, altro che trip da lsd.. un viaggio interstellare.. una proiezione nell'infinito.. il ibro dell'universo aperto e spalmato lì, a 3 dimensioni, anzi 4.. forse 5..
mai vista una cosa del genere, mai.
Il giorno dopo è stata la volta dell'espolrazione e bagno alle cascate segrete di Daniel.. alla casa della famiglia Turpin.. alla casa isolata del rasta Jean-Lùc (ma come si scrive?) che vive con una capra e una pentola di fagioli sul fuoco. Ma questa è una storia che racconterò un'altra volta..

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