giovedì, 28 maggio2009, 12:37 AM
Mi stavo dirigendo verso la punta piu´occidentale dell´isola a bordo di una seat toledo nuova fiammante. Una coppia svizzera che avevo conosciuto a Vinales l´aveva affittata per il simpatico prezzo di 90 euro al giorno (!) e avevo giustamente scroccato il passaggio. Non si vedono spesso macchine cosi´recenti da queste parti e passando per i villaggi giustamente eravamo l´attrazione del momento, si giravano tutti a guardarci...
Dopo Pinar del Rio la strada e´diventata una specie di groviera, un campo minato di buche profonde anche mezzo metro, se ci finisci dentro sfasci tutto e buonanotte. Per la strada abbiamo incontrato un carroarmato che marciava in senso contrario e giustamente ha lasciato una traccia di solchi dovuti al peso dei cingoli sull´asfalto. Dei geni. un chilometro dopo abbiamo incrociato una specie di cisterna enorme, anch´essa su un mix di cingoli e ruote, una roba mai vista, impressionante sia per la grandezza sia per il peso, mi chiedo come abbiano fatto a trasportarla.
Era quasi il tramonto quando, attraversando una boscaglia a 20 km dal mare, ci siamo trovati in mezzo alla strada un granchio enorme, rosso e nero, con le chele aperte in segno di sfida. Avete presente la copertina del primo album dei Prodigy, "The fat of the land"? Ecco, stessa scena. Esterefatti ci siamo fermati e l´abbiamo rincorso nel bosco, trovando sotto un cespuglio tutta la sua famiglia. Ora, chi mi sa spiegare che diavolo ci fa un granchio nel bosco? Ma i granchi non stanno sugli scogli in riva al mare?? Cos'erano, esiliati politici? Ok, scattiamo eccitati delle foto, giriamo anche un video, poi tra una risata e l´altra riprendiamo la strada verso il mare. Dopo pochi metri eccoci davanti un´altro granchio. "ehi, guarda, un´altro!". Proseguiamo oltre e cominciamo a ripetere la stessa esclamazione sempre piu´spesso fino a quando, all´orizzonte, notiamo che la superficie della strada sembrava come muoversi e cambiare colore. Erano granchi. Un´invasione. Giuro che erano migliaia, enormi, e di vari tipi. Quelli piu´grossi (e parlo di un diametro di 40 centimetri a chele aperte) erano marroni, i piu´piccoli erano gialli. Erano ovunque, sulla strada, ai bordi, nel bosco. Per un attimo ho pensato di essere in un film di Hitchcock con i granchi al posto degli uccelli. Immaginavo che cominciavano ad arrampicarsi sulla macchina, rompevano i vetri e ci facevano a pezzi, squartandoci le carni e pappandosi pure le ossa. Di noi sarebbero rimasti solo i vestiti. Poi dopo aver sentito vari "skratch!" ho cominciato a pensare che era piu´probabile il contrario, ovvero che eravamo noi a farli a pezzi con la macchina. E infatti dopo un ´iniziale funambolico slalom (ed erano anche stupidi, perche´invece che stare fermi si muovevano all´ultimo secondo e si suicidavano sotto le ruote) divenne impossibile evitarli, era un tappeto uniforme, non c´era davvero possibilita´. E al nostro passaggio gli avvoltoi che ci svolazzavano sopra ci davano dentro e banchettavano alla grande. Abbiamo proseguito cosi´per almeno 10 km, una cosa impressionante. Ho pensato che potevo farne un businness, sarei solo dovuto venire li´con una ruspa, caricare tonnellate di granchi in un container e spedirlo in Italia. Quanto costa al ristorante un granchio? Ci sto ancora pensando, potrebbe essere davvero un businness...
Siamo arrivati fino a Maria la Gorda, una baia molto carina persa nell´estremita´ovest. Purtoppo cosi´sperduta che non c´erano ne´case ne´abitanti del luogo, ma solo un costosissimo hotel per turisti. Ho pensato subito di dormire in spiaggia ma non avevo dietro nulla, non dico la tenda, ma nemmeno lo straccio di un saccoapelo o una coperta. Si e´levato un vento fortissimo, io avevo gia´un brutto mal di gola (sugli autobus tengono una temperatura polare) e cosi´ho optato per prendere una stanza e ho svuotato il portafloglio o meglio, fortunatamente mi hanno accettato la carta di credito perche´non avevo sufficienti contanti con me. Sono rimasti li´ 2 giorni perche´ non avevo modo di andarmene da solo, dovevo aspettare che ripartissero i miei nuovi amici svizzeri e mi caricassero in macchina con loro. La seconda notte pero´ mi sono fatto coraggio e mi sono attrezzato per dormire in spiaggia. E´stata una delle peggiori notti della mia vita. Mi ero procurato clandestinamente una coperta dall´hotel ma era piccola e o mi coprivo le gambe o mi coprivo il busto. La spiaggia di notte e´diventata un covo di insetti e mi sono fatto divorare dovunque. Era umido, freddo, e nonostante cercassi di rannicchiarmi come un feto sotto la coperta, rimaneva sempre scoperto un pezzo del mio corpo con cui potevano banchettare le zanzare, e aquanto pare si era sparsa la voce perche´col passare del tempo aumentavano sempre di piu´. Praticamente hanno organizzato un rave-party sulle mie caviglie. Non ho dormito nemmeno un minuto, la mia era una lotta per la sopravvivenza, contavo solo i minuti che mi separavano dall´alba ma osservando le lancette di un orologio la notte diventa infinitamente lunga. All´alba attorno a me c´erano insetti che vomitavano dall´indigestione, qualcuno si portava a casa sporte dela mia linfa vitale avvolta nella carta stagnola, provviste per il resto del mese per tutta la famiglia e anche per i vicini. Ho iniziato a prendere sonno verso le 8 di mattina, ma ormai il sole era alto, sotto la coperta morivo di caldo e sopra mi bruciavo dal sole. Mettersi sotto una palma non era invitante, con le simpatiche noci da cocco che pendevano a 20 metri sopra la tua testa, e vedere il risultato della loro caduta per terra bastava a farmi cambiare idea... Ho optato per bruciarmi al sole e infatti, nonostante mi sia spalmato quintalate di crema solare cubana (che infatti non vale un cazzo) mi sono ustionato da cima a fondo.
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giovedì, 28 maggio2009, 12:36 AM
E´il titolo di un vecchio documentario di Ermanno Olmi, ma e´anche l´espressione che a mio parere meglio descrive la realta´cubana.
Ora, non sarebbe mia intenzione stare qui´a raccontare per l´ennesima volta cose scontate sulla societa´cubana, si sanno gia´, si sono lette, sentite, viste e riviste, pero´lo stupore che provo davanti al mondo che mi trovo sotto gli occhi mi spinge comunque a dire 2 parole su cio´che sto osservando di persona.
Cuba e´un po´come un frullato di epoche diverse mescolate tutte insieme. Le case sono ancora quelle costruite in epoca coloniale, le ferrovie sono del 1800, le macchine sono degli anni 50, i mobili degli anni 60, gli elettrodomestici degli anni 70, i programmi televisivi degli anni 80, la tecnologia degli anni 90, la poca roba sugli scaffali dei negozi (compresi gli alimenti, credo) risale ai primi del 2000, il resto piu´o meno e´recente o non e´databile.
Fa un certo effetto vedere questo mix di annate mischiate insieme. A volte mi viene da ridere (spesso e´meglio buttarla sul comico) altre volte mi cadono le braccia, come quando vedo i telefilm in tv o sento le "radionovelas" alla radio.
Quello che invece mi da´piu´fastidio e´la tecnologia antiquata, soprattutto legata allínformatica e a internet. Ormai mi ero abituato troppo bene, negli ultimi mesi con l´iphone mi ero lasciato viziare potendo avere accesso sempre e dovunque a internet, alle email, al TELEFONO, alle mappe di google, al GPS, alle foto, ai video e a tutti i programmi utili che potevo avere in tasca a disposizione in ogni momento. Qui´avere delle informazioni base dievnta un´impresa e comunicare non dico all´estero, che e´quasi impossibile fuori dalle grandi citta´, ma addirittura tra persone del luogo e´comunque un´avventura. I cellulari non ce li ha nessuno e i telefoni fissi ce li hanno solo alcune case. Darsi appuntamento con qualcuno e´sempre un´incognita. "Ci vediamo li´a tal ora". Questo e´il massimo che si puo´fare. Se poi non e´possibile nemmeno questo, perche´magari non ci si riesce a mettere d´accordo, allora ci si affida alla sorte. Speriamo di rivederci un giorno da qualche parte...
In questo viaggio ho deciso di portarmi dietro poca roba tecnologica, in borsa ho solo l´ipod e una chiavetta usb, nient´altro. Non volevo avere appresso roba di valore per non dovermi preoccupare che me la rubassero. Pero´rimpiango di non avere almeno la macchina fotografica, anche una scassata. Ho perso l´occasione di fare delle belle foto e mi dispiace perche´erano attimi da cogliere. Mi rendo che alla fine tornero´senza nemmeno una foto, le uniche immagini saranno nella mia memoria e rimarranno li´ fino a quando non inventeranno un cavo usb da attarsi alle orecchie per scaricarsele sul computer.
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mercoledì, 27 maggio2009, 12:50 AM
Le comunicazioni come previsto sono disastrose. Ieri ho chiesto una scheda telefonica per telefonare e le avevano finite fino a lunedi'. E comunque telefonare in Italia costa 5 euro al minuto, per cui tanti saluti, ci sentiamo quando torno. Una scheda per il cellulare costa 60 euro solo per l'attivazione e la copertura sull'isola e' scarsissima quindi ho abbandonato anche questa idea. Rimane internet ma anche quello e' carissimo (6 euro all'ora) e si trova solo nei grandi hotel all'Habana e in qualche altra grande citta'. Pertanto mi dispiace ma non avrete spesso notizie di me perche' tra qualche giorno inizio il viaggio verso est e non sara' facile trovare punti di accesso.
Le prime impressioni dell'Habana sono di una citta' molto viva e vivace e la gente sembra viversela relativamente bene. I bambini giocano a baseball per strada e sembrano felici, nessuno e' ricco pero' nessuno e' nemmeno povero. E' ancora presto per fare commenti sulla societa' e sul regime di Castro, pero' dalle prime chiacchiere con la gente che ho incontrato e da quello che vedo personalmente, mi sono gia' reso conto che le informazioni che arrivano a noi sono piuttosto distorte.
Non e' vero che la gente odia il regime e non vede l'ora di andarsene da Cuba, questo vale solo per una piccola parte di giovani che ovviamente, come nel resto del mondo, ambiscono a viaggiare e conoscere altre realta' e putroppo qui' non possono farlo facilmente. Pero' la maggior parte dei cubani, almeno all'Habana, sembra essere fiero della propria indipendenza e la difendono nonostante tutti i problemi che comporta. Sono gia' convinto che se non ci fosse l'embargo, Cuba sarebbe veramente un paradiso sia per i cubani, sia per i turisti. Invece a causa del blocco commerciale c'e' una arretratezza tecnologica spaventosa che contrasta di brutto con l'evoluzione culturale e sociale della popolazione. Per chi non lo sa, ricordo che i livelli di salute e di istruzione sono i piu' alti di tutta l'America latina, e tra i piu' elevati del mondo. I medici cubani sono tra i migliori in assoluto e molti viaggiano all'estero come volontari di associazioni no profit, in Africa soprattutto. Un dato che colpisce e' che c'e' un medico ogni 150 abitanti, ripeto 150 abitanti!!!
Per capire bene Cuba bisogna conoscere la storia. Io la sto imparando un po' dai libri, un po' direttamente dalle persone. Per esempio la famiglia presso la quale sto soggiornando e' formata da 9 fratelli, molti dei quali hanno partecipato fucile in mano alla rivoluzione del '59 e hanno conosciuto personalmente Fidel e Che Guevara (ho visto le foto e ascoltato i racconti, che spettacolo!). Una famiglia cosi' numerosa in Italia avrebbe problemi economici mostruosi, immaginatevi un padre di famiglia che guadagna 1200 euro al mese con 9 figli... Qui' invece stanno tutti bene e i figli o sono gia' laureati o stanno studiando. Sorprende vedere cosi' tanti giovani che vanno e vengono per strada dalle varie universita', e sorprende vedere la grande educazione e civilta' che regna ovunque. Non c'e' una carta per terra, c'e' solo un po' di merda di cane, ma questo anche a Bologna... ieri ho visto un ragazzo che metteva una cartina in un bidone, e a causa del vento e' volata via. Gli ha corso dietro e l'ha rimessa nel bidone.
Sono piccoli segnali che pero' fanno riflettere...
Nel pomeriggio di ieri ho incontrato per strada una troupe che stava facendo delle riprese cinematografiche e mi sono fermato a fare conoscenza. Facevano parte della scuola internazionale di cinematografia che c'e' in periferia dell'Habana. Conta 400 iscritti, molti cubani e alcuni stranieri. Avevano attrezzature d'avanguardia e mi ha stupito che le dessero in mano cosi' ai ragazzi. Provate ad andare alla scuola nazionale di cinema a roma e chiedete se vi danno una steadycam con videocamera da 20.000 euro per fare il vostro corto, vediamo cosa vi rispondono... Mi hanno lasciato diversi contatti e sicuramente andro' a farci un salto.
Lunedi' prevedo di lasciare l'Habana e dirigermi verso Pinar del Rio, a ovest, e di esplorare la sierra a cavallo o a piedi per un paio di giorni. Poi iniziero' a spostarmi verso est, fermandomi in tutte le localita' che riterro' di interesse. Certo non mi faro' mancare i pomeriggi splamato sulle spiagge caraibiche da sogno che accompagnano tutta la costa settentrionale, questo e' chiaro... pero' i miei obiettivi primari rimangono altri: imparare bene lo spagnolo, parlare con la gente, conoscere, esplorare e trovare un valido soggetto per un documentario.
Per ora un abbraccio a tutti. Unidos, venceremos!
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mercoledì, 27 maggio2009, 12:39 AM
Considerato i grossi problemi che sto avendo a Cuba per comunicare con l'esterno (un po' me lo immaginavo, ma non fino a questo punto!!) ho deciso dopo anni di abbandono di rispolverare questo spazio e scrivere delle mie avventure tramite il blog.
Questo perche' il sito della mia posta elettronica personale (info@simonechie...ecc.) risulta bloccato e inaccessibile da Cuba. Sto utilizzando principalmente facebook, ma non posso pubblicare piu' di un tot di righe e quindi mi risulta scomodo. Chi vuole scrivermi un'email puo' farlo a simone_chiesa@libero.it . Quella dovrebbe andare...
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lunedì, 17 dicembre2007, 10:02 PM
Noi che la penitenza era 'dire fare baciare lettera testamento'.
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.
Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.
Noi che il Ciao si accendeva pedalando.
Noi che giocavamo col Super Tele.
Noi che il tango costava 5 mila lire e.. 'stai sicuro che questo non vola...'
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c'era l'amico in casa.
Noi che dopo la prima partita c'era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.
Noi che giocavamo a 'Indovina Chi?' e conoscevamo tutti i personaggi a memoria.
Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città (e la città con la D era sempre Domodossola).
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo 'Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini'.
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l'album Panini.
Noi che avevamo il 'nascondiglio segreto' con il 'passaggio segreto'.
Noi che ci divertivamo anche facendo 'Strega comanda color'.
Noi che giocavamo a 'Merda' con le carte.
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic.
Noi che avremmo voluto una puntata in cui c'era Mimì contro Mila e scommettere con gli amici su chi avrebbe vinto...
Noi che 'Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe più forte di Holly e Mark Lenders...'
Noi che guardavamo 'La Casa Nella Prateria' anche se metteva tristezza.
Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasmaformaggino o un francese, un tedesco e un italiano.
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che c'era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola con l'albero.
Noi che aspettavamo tutto l'anno il 13 dicembre Santa Lucia per svegliarci alle 6 di mattina e trovare i regali al posto del piattino con la farina.
Noi che se guardavamo tutto il film delle otto e mezzo eravamo andati a dormire tardissimo.
Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più rosso più figo.
Noi che giocavamo tutti i pomeriggi a pallone in piazza con la serranda del tabacchino come porta.
Noi che se il pallone finiva nei pressi dell'ape con le cassette di frutta, il Mino ce lo buttava nel lago e poi si passavano 2 ore a cercare di recuperarlo col bastone della scopa.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.
Noi che quando a scuola c'era l'ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone, la mamma te ne dava 2.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.
Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.
Noi che il 'Disastro di Cernobyl' vuol dire che non potevamo bere il latte alla mattina.
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio e giocare a guardie e ladri tra i vicoli.
Noi che sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM.
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c'era Happy Days.
Noi che il primo novembre era 'Tutti i santi', mica Halloween.
Noi che a scuola con lo zaino Invicta azzurro e fuxia e la Smemoranda.
Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso.
Noi che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo.
Noi che era un'impresa impossibile riuscire a vedere una videocassetta porno.
Noi che all'oratorio le caramelle costavano 50 lire e il biliardo era gratis (ma era rotto)
Noi che si suonava la pianola Bontempi.
Noi che la Ferrari era Alboreto, la Mc Laren Prost, la Williams Mansell, la Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini e la Tyrrel a 6 ruote!!!!!
Noi che la merenda era la girella, il tronky o la brioss.
Noi che le macchine avevano la targa nera..i numeri bianchi..e la sigla della provincia in arancione!!
Noi che guardavamo allucinati il futuro nel Drive In con i paninari.
Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars.
Noi che sul calci in culo ci andavano solo i grandi.
Noi che le All Star le compravi al mercato a 10.000 lire e c'erano le Nike Legend e le Clarck azzurre.
Noi che avere un genitore divorziato era impossibile.
Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui capelli delle femmine.
Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu/verde con l'interno arancione e i miniciccioli nel taschino.
Noi che se eri bocciato in 3° media potevi arrivare con il Fifty o il Cobra truccato ed eri un figo della Madonna!!!
NOI CHE SIAMO ANCORA QUI E CERTE COSE LE ABBIAMO DIMENTICATE E SORRIDIAMO QUANDO CE LE RICORDIAMO...
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